COMUNICATO STAMPA

LA CICLOFFICINA DI VIA PAISIELLO 5 APRE LE PORTE ALLA CITTADINANZA INVITANDO TUTTI AGLI EVENTI IN PROGRAMMA ED AL RICCO BUFFET CHE SEGUIRA'.
IL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE GRUPPO VOLONTARI ONLUS CON IL DOTT. SALVATORE BORSELLINO E ALTRI VOLONTARI
MASTRO BICICLETTAIO PIPPO CON ALCUNI RAGAZZI CHE APPRENDONO IL MESTIERE MANUALE

MILANO / CRONACA Vivimilano ZONA PIOLA Nella tintoria del riciclaggio si riparte dalle biciclette

10. gen, 2017
La ciclofficina di via Paisiello 5, aperta al posto di una tintoria per anni in mano a una cosca di malavitosi, è ancora in fase di rodaggio di Marta Ghezzi.
La ciclofficina di via Paisiello 5, aperta al posto di una tintoria per anni in mano a una cosca di malavitosi, è ancora in fase di rodaggio, eppure ha già centrato un primo importante obiettivo. Tre giovani che la frequentavano si sono già resi indipendenti, aprendo una loro bottega di riparazioni di bici nell'hinterland milanese. «Un risultato così immediato è un buon auspicio», ammette Angelo Iacona, presidente dell’Associazione Gruppo Volontari, ente gestore del negozio.
Iacona spiega il progetto: «L’idea è insegnare a ragazzi provenienti dall'area del disagio un mestiere che li aiuti a reinserirsi. Possiamo contare - prosegue - sull'aiuto di mastri biciclettai volontari e speriamo, nel giro di poco tempo, di diventare un punto di riferimento nel quartiere per chi si sposta sulle due ruote».
L’ex tintoria è oggi completamente trasformata. Ufficio e punto accoglienza al piano a livello della strada, laboratorio nel seminterrato, raggiungibile dal passo carraio condominiale. «Quando siamo entrati ci siamo messi le mani nei capelli», ricorda la Vicepresidente Daniela Giaconi: «Abbiamo trovato ambienti devastati e perfino un contro-soffitto abusivo, usato per l’attività di riciclo, a rischio di crollo». I volontari non si sono persi d’animo: fundraising serrato per un anno, e con i fondi raccolti i lavori di ristrutturazione. L’ente ha tante idee. «Contiamo sull'appoggio di Amsa e Comune per disporre in futuro di bici usate abbandonate da rimettere a nuovo e vendere e ci piacerebbe che la ciclofficina diventasse anche luogo di promozione dell’uso della bici», aggiunge l’Educatrice Letizia Barreca. «Se poi la formula dovesse funzionare, chissà, potremmo addirittura allargarci e pensare a una sorta di franchising. Ciclofficine antimafia sarebbe un bel nome!».
8 gennaio 2017 | 11:36
© RIPRODUZIONE RISERVATAdi Marta Ghezzi.

In via Paisiello i giovani provenienti dal carcere minorile Beccaria saranno istruiti nell’arte della riparazione delle biciclette

DALLA RECENSIONE DEL CORRIERE DELLA SERA DEL 09/01/2017

10. gen, 2017
Milano, una Ciclofficina nell’ex covo della mafia: così rinasce il quartiere
LA STORIA
Milano, una Ciclofficina nell'ex covo della mafia: così rinasce il quartiere.
In via Paisiello i giovani provenienti dal carcere minorile Beccaria saranno istruiti nell’arte della riparazione delle biciclette
Imparare a riparare una bicicletta in uno stabile confiscato alla mafia. Nello stabile di via Paisiello 5 a Milno è nata la “Ciclofficina Zona Loreto”. Grazie alla presenza costante di un Maestro biciclettaio, l’Associazione Gruppo Volontari, A.G.V. Onlus insegnerà a ragazzi in difficoltà, in particolar modo quelli provenienti dal carcere del Beccaria, l’arte della riparazione delle biciclette.
I giovani saranno monitorati da operatori del Comune durante tutto il loro percorso di reinserimento nella società. Un bene tolto alla criminalità organizzata diventa così uno strumento per sostenere percorsi di legalità e progetti utili per il futuro dei giovani. La città, certo, non è nuova a queste iniziative. A Milano i beni confiscati e poi riassegnati sono complessivamente 161: sono stati destinati ad associazioni del Terzo Settore e del Volontariato e utilizzati per numerose e diverse attività di sostegno alla persona e promozione della socialità: dall’assistenza agli anziani e alle persone con disabilità alle abitazioni per famiglie in difficoltà, dai negozi solidali agli spazi per iniziative culturali.

di Silvia Morosi